Dopo la manifestazione di Eutelia, dove Bersani ha trovato subito il tempo di battibeccare con Di Pietro per trovare una scusa e non partecipare al B-Day del 5 Dicembre a Roma, mi sono messo a pensare (ogni tanto capita), e ho realizzato che questa “sinistra” (di cui l’ultimo spiraglio secondo me risale all’ultima legislazione Prodi) non è che non esiste, non vuole esistere per propria convenienza.
Il mio ragionamento è semplicemente questo: stare al governo non conviene. I motivi sono semplici
Ci sarebbero ancora tanti, tantissimi motivi e ragionamento, ma il tempo è poco e io domattina mi devo alzare presto che devo andare al lavoro, mica al Parlamento!
Stamattina ho saputo di una notizia veramente allucinante.
Non so se ne parleranno tutti i giornali, alcuni lo stanno facendo, altri no. Ma si sa, chi scrive le notizie poi è un giornalista comunista e anti-italiano.
In pratica siamo tornati agli squadroni fascisti e l’Italia sta dimostrando di essere tornata indietro di sessant’anni.
Dove sono i politici ? Al ristorante ? Ai convegni ? A scopare ?
Perchè non vanno a dormire nelle sedi occupate per protesta contro questi esseri indegnamente chiamati umani, per poter portare avanti semplicemente un nucleo familiare, e potersi chiamare “italiani” in maniera semplicemente decente!
Qui i link alla notizia. Per favore diffondetela sui vari blog. Almeno qui faremo sentire agli italiani un’altra cosa che non sentiranno nei telegiornali (ne sono sicuro).
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_novembre_10/eutelia_blitz-1601987708058.shtml
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/220554
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=991847
http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=69914&Itemid=2
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/220795
http://www.rassegna.it/articoli/2009/11/10/54529/agile-ex-eutelia-slc-ormai-e-questione-politica
Questo mi piace:
“Italy was cast back into political turmoil tonight when the country’s constitutional court threw out a law passed by Silvio Berlusconi’s government that gave him immunity from prosecution for as long as he remained prime minister.
The majority decision represented a severe blow for Berlusconi, who was already struggling to contain the damage from a lurid sex and drugs scandal in which he is accused of using the services of prostitutes.”
Questo decisamente meno:
“A trial in Milan in which Berlusconi is charged with tax evasion, which was suspended last year after parliament approved the immunity law, can now resume. Having passed the age of 70, however, the prime minister can no longer be jailed even if found guilty.”
La fonte.
“…il Lodo era incostituzionale in forma palese, ictu oculi, al primo sguardo, incompatibile con l’articolo 3 della Costituzione e quindi c’erano tutti gli elementi affinché il capo dello Stato lo respingesse al mittente con un messaggio motivato alle Camere, come prevede la Costituzione. Il capo dello Stato non volle respingerlo, non respinge mai nulla, ha firmato tutto in questo anno e mezzo di terzo governo Berlusconi, ancora l’altro giorno ha firmato lo scudo fiscale e ci ha anche fatto sapere, redarguendo severamente un cittadino che aveva osato fare il cittadino, cioè chiedergli spiegazioni, che tanto è inutile respingere le leggi costituzionali, perché tanto Berlusconi le ripresenta uguali. Pensate che argomentazione poderosa! C’è un potere della Costituzione che consente, anzi impone al capo dello Stato, nel caso in cui la legge sia manifestamente incostituzionale, di rimandarla indietro, ma lui ci fa sapere che non le rimanda indietro perché tanto gliele ripresenterebbero uguali. Beh, almeno farebbe sapere che lui non c’entra, almeno farebbe sapere che lui ha provato a difendere la legalità e la Costituzione! Ciampi- per non parlare di Scalfaro e di altri loro predecessori- ha respinto leggi costituzionali, a volte il governo, per non scontrarsi con il Quirinale o la maggioranza, è stato costretto a riformarle e a migliorarle un po’, altre volte le ha ripresentate uguali e così si è legato il cappio al collo: è avvenuto, per esempio, con la Legge Pecorella, quella che aboliva l’appello per il Pubblico Ministero contro le assoluzioni e le prescrizioni, ma non aboliva l’appello dell’imputato contro la sua condanna in primo o secondo grado. Una legge manifestamente di impar condicio, che infatti Ciampi respinse, il Parlamento - maggioranza Berlusconi - gliela ripresentò identica, Ciampi a quel punto non poteva più non firmarla, ma spianò a questo punto la strada alla Corte Costituzionale, che fece a pezzi la Legge Pecorella, che ovviamente è doppiamente incostituzionale, sia perché l’aveva detto il capo dello Stato, supremo garante della Costituzione, che poi perché l’ha stabilito ufficialmente, dopo il replay, la Corte…”
fonte: Beppe Grillo
Grazie Presidente, a nome di tutti gli italiani, sopratutto per averci fatto sapere che la sua firma non significa niente (come ha detto alla persona che le aveva chiesto di non firmare )
… o meglio sarebbe la mia azienda… questo è il mio paese…
speriamo lo sia ancora per poco (sia l’uno che l’altro)…
… e con largo anticipo !
Per cui a partire da domani non dovrebbe volerci ancora molto… speriamo !
… non saprei proprio quale scegliere …
In questi mesi, nonostante le vicissitudini aziendali e la mancanza di denaro, grazie a qualche lavoretto extra, sono riuscito a vistare due belle città spagnole. A luglio sono andato a Madrid per quattro giorni e a settembre a Barcellona per tre giorni.
A Madrid ho trovato un clima stupendo e mi sono mosso solo a piedi e con la metro, ma a piedi era anche meglio, visto che la città, almeno al centro, è effettivamente piccola e visitabile a piedi.
La città è stupenda, ci sono mille posti da vedere e ovviamente c’è la famosa movida notturna (a cui non abbiamo partecipato perchè stanchi e con il bimbo piccolo non era praticabile) che anima ulteriormente una città già di suo splendida e piena di vita.
Una visita la meritano assolutamente i musei del Prado (che vale già da solo il viaggio) e del Reina Sofia (ad eccezione del quarto piano dove i quadri “minimalisti” di Mirò ci hanno portato alla figuraccia degli ignoranti a ridere come dei matti, ma se vedete i quadri forse vi viene da ridere anche a voi), bello anche il Tyssen e se fate la carta “Paseo del Prado” potete visitare questi tre musei ad un prezzo veramente conveniente.
Poi i vari monumenti in giro per la città, le piazze, il Palazzo Reale, il Parco del Buon Retiro, e ancora la Plaza Mayor e la Plaza de Toros, insomma annoiare non ci si può effettivamente annoiare. E tutto sommato non costa neanche tanto fare la vita del turista.
Solo un consiglio: se volete mangiare la paella e volete come me affidarvi alle guide e queste vi dicono che il più antico “paellaro” è il ristorante la “Barraca” (o qualcosa del genere), andateci con fiducia che è buonissima, attenti però al conto che ogni cosa che prendete la pagherete molto salata (me ne sono accorto io a fine pranzo!).
A Barcellona invece abbiamo trovato un clima molto variabile, e infatti ci siamo mossi con una macchina a noleggio per le strade bellissime della città, nell’alternarsi di piogge, pioggerelle, sole caldo e acquazzoni.
La differenza di stile con Madrid è notevole, l’architettura è stupenda e tutte le strade piene di gente di ogni luogo (come e forse anche più di Madrid) che hanno scelto di vivere a Barcellona.
Qui non abbiamo visto nessun museo, ma ci siamo dilettati con le opere architettoniche di Gaudì. In pratica ce ne sono tante di cose che ha fatto, che se non fosse nato, oggettivamente non saprei cosa vedere a Barcellona.
Non vi fate fregare 11€ a testa per entrare nella Sagrada Familia, che non c’è altro che un cantiere enorme (e mezza chiesa ancora da fare). Se volete vedere cosa c’è dentro mi scrivete e vi condivido le foto dentro. Abbiamo visitato anche la Pedreira (uno dei due palazzi-monumento di Gaudì, a parte la Sagrada Familia ovviamente) che è molto bella da vedere, soprattutto per il terrazzo, molto particolare.
Invece mi sono rifiutato di spendere 16,50€ a testa per vedere Casa Batlò, sempre di Gaudì. L’ho trovato veramente una estorsione bella e buona. Spero sia stato fatto solo per evitare un afflusso esagerato, visto che pare più “delicato” come luogo, anche se questo comunque penalizza il turista.
Completano il quadro le varie chiese, monumenti, piazze (cito una per tutte la Plaza de Catalunya) senza dimenticare il Parco Guell con le panchine definite le più belle d’Europa (ancora di Gaudì) e la passeggiata su La Rambla che ovviamente sono molto caratteristiche anche senza nessun monumento di rilievo (a parte il Palazzo Guell, ancora una volta decorato da Gaudì e sacrificato in un vicoletto).
Altri posti che meritano sono il Palau de la Musica, molto bello e nascosto anch’esso in un vicoletto, il Parco de la Ciudadella e le fontane luminose di Montjiuch, veramente meritevoli di una visita.
Barcellona l’avevo visitata vent’anni fa e ci sono tornato volentieri, e ancora di più sono contento di averlo fatto vedendo l’evoluzione che questa città ha avuto, in positivo sia chiaro.
Ovviamente questi posti hanno tantissimi altri posti da visitare, ma si sa, nelle vacanze mordi e fuggi si prende quello che si può, nell’ambito delle proprie possibilità di tempo e di danaro. Tantissimo ancora avrei da dire sulla pulizia e sulla integrità delle strade, perfette in entrambe le città, nel rispetto del codice della strada (proprio come a Roma!) e nel diritto sacrosanto del pedone di essere tutelato (e lo dico dopo aver fatto il pedone prima e il guidatore poi in queste due città).
Il prossimo viaggio ? Non so dove e non so quando, visti i tempi di magra e le aziende (anche la mia) che chiudono o peggio (come nel mio caso) non pagano gli stipendi o li pagano con grossi ritardi e quindi, bisogna conservare i soldi per fare altre cose, e così l’economia ristagna ancora. Ma non voglio parlare di questi problemi in questo post, per quello scriveremo poi.
Se avete tempo, voglia e disponibilità, fate un salto a vedere queste fantastiche città, io ne sono rimasto piacevolmente sorpreso!
source: Daily Telegraph
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In valore assoluto sarei confuso. In valore assoluto però.
Per evitare polemiche, comunque, potrebbero dimettersi tutti. Ma proprio tutti.