Deserto Sintomatico

perchè in ognuno di noi c'è un deserto più o meno grande dove coltivare i nostri pensieri

Blog trasferito…

… su http://desertosintomatico.wordpress.com/

questo blog verrà dismesso nel 2012…

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Ennesimo caso di orgoglio italiano.

Non è la prima volta che mi capita su Ebay di trovare dei venditori che quando si tratta dell’Italia fanno peste e corna del nostro paese e si rifiutano letteralmente di vendere a noi perchè non conviene poi gestire tutti i casini dei pacchi perduti (?) chissà come…

Altre volte eravamo in una lista con vari altri paesi, ma stavolta è diverso. Stavolta siamo sul titolone. Che orgoglio ragazzi!


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Ieri abbiamo visitato il Giardino di Ninfa, un posto di straordinaria bellezza tra Cisterna di Latina e Sermoneta, in uno scenario naturale di grande suggestione e meravigliosa tranquillità.

Si tratta di un sito che attualmente ospita un giardino composto da piante e vegetazioni provenienti da tutto il mondo, in un insieme estremamente curato e preservato, teatro di una storia non troppo recente di città ormai abbandonate e lotte per il predominio territoriale.

La storia di questi luoghi è molto interessante, ma non è compito mio spiegarvela, anche perchè non la ricordo tutta onestamente, anche se la guida non si è risparmiata di particolari, dettagli e date per farci comprendere al meglio il susseguirsi degli eventi precedenti alla nascita del giardino.

Molto meglio invece ricordo la calma e la serenità che un posto del genere suscita, e del mio pensiero subito indirizzato a chi, per sua grande fortuna, ha potuto godere in passato, e in maniera esclusiva, del giardino, ovvero dei Caetani, che hanno preparato e creato proprio tutto l’ambiente che abbiamo visitato.

Non ci sono parole per spiegarlo, piuttosto vi consiglio di visitarlo. Il costo del biglietto per gli adulti è di 10€, veramente ben spesi, e la visita dura circa un’ora in un percorso guidato e controllato dallo staff.

Anche se a fine visita avrei voluto restare ancora un pò, è chiaro che solo in questo modo è possibile preservare in maniera sicura un posto così magnifico.

La guida è stata molto dettagliata, come già detto, e il posto è veramente incantevole. C’era anche una guida per non udenti, che traduceva quello che la guida spiegava.

L’unico vero appunto che mi sento di fare è verso l’organizzazione, per la mancanza di una struttura capace di seguire correttamente l’afflusso di stranieri.

Infatti, essendo la visita guidata a gruppi, ieri nel nostro gruppetto di circa una trentina e forse più persone e bambini al seguito, la guida era molto preparata e forniva spiegazioni minuziose e dettagliate ma… solo in italiano.
Se considerate che ieri in quei trenta, circa una decina erano stranieri, vi lascio pensare al mio imbarazzo nell’immaginare queste persone, provenienti da altri paesi, sentirsi esclusi da una spiegazione così interessante sulla storia di quel luogo e sulle piante che erano presenti nel giardino.

Mi immagino i loro (giusti) commenti dopo la visita, quando ci avranno dato una insufficienza grave per questo motivo, per averli di fatto estromessi, non considerati, come se loro non avessero pagato il biglietto, come se il loro viaggio non fosse stato abbastanza lungo da meritarsi un bel ricordo, nel sentire tutto quello che poteva fargli capire meglio le meraviglie del posto.
E noi invece che abitiamo a meno di trenta chilometri da questo giardino meritavamo di sentire i tanti e forse troppi dettagli della guida.

Sarebbe stato bello se, come mi è capitato per esempio in Spagna, avessi assistito ad una spiegazione nella lingua locale, seguita dalla stessa in inglese. E’ un segno di profondo rispetto per il turista.

Sarebbe un notevole passo avanti per il nostro sistema. Quello di pensare che siamo parte di un mondo ormai globalizzato, dove l’americano o il tedesco o il giapponese, riescono ad essere attivamente turisti e non passivamente ospiti del nostro paese durante il loro (per noi importantissimo) soggiorno in Italia.

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Bye!|

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Blog.com infestato ?

Da un pò di tempo a questa parte, sarà qualche mese, ogni volta che apro sul mio pc di casa la pagina del mio blog su Blog.com (questo blog per intenderci) il messaggio che Avast mi propone  è questo…

Dato che mi fido molto di Avast perchè ho verificato più volte la bontà del prodotto rispetto ad altri anche teoricamente più blasonati, mi chiedo se il sito che ospita il blog sia consapevole.

Se il problema è di Avast che segnala un falso allarme, allora va verificato.

Se il problema è reale, allora bisogna parlarne con questi di Blog.com e provvederò subito a informarli con una mail dopo questo post.

Fatemi sapere se anche a voi compare qualche segnalazione.

Mi è capitato ultimamente di sentire un intervistatore italiano che in un inglese tutto sommato fluente usava impropriamente la parola ‘actually‘, inserendola nel contesto di una frase con il senso di ‘attualmente‘.

In effetti ci si può cascare facilmente. Si, perchè questa parola in inglese ha tutt’altro significato.

Tuttavia è facile cadere nel tranello, e anche io che spesso leggo riviste in inglese, mentalmente faccio sempre un pò fatica a resistere alla tentazione di tradurre erroneamente questa parola.

Un altro esempio di questo tipo è la parola ‘eventually‘.

A beneficio di qualcuno, riporto di seguito le traduzioni indicate dal mio fido Babylon :

actually ['ac·tu·al·ly || 'æktʃʊəli]
avv. realmente, veramente; in realtà, effettivamente; proprio, davvero, sul serio

eventually [e'ven·tu·al·ly || -lɪ]
avv. alla fine, infine, finalmente

Strano eh ? ;-)

Dov’eravamo rimasti ?

Ah si, che ero a Milano. No, ora sono a Roma, da inizio aprile.

Cosa mi è rimasto dell’esperienza milanese?

Vi racconto un pò di cose, per darvi una “immagine” come l’ho vista io, sperando di rendere l’idea e non offendere nessuno.

Milano è una città di gran lavoratori, anche se personalmente quelli che ho incrociato io non erano proprio dotati di grande “personalità professionale”, ma sono di sicuro molto ligi e “grigi” al loro dovere. Quando lavorano non parlano mai. Triste.

La città è molto ma molto meglio attrezzata di Roma, sia in termini di trasporti che di sanità (lo posso dire con certezza dopo due visite in pronto soccorso in due ospedali diversi).
Tutto è funzionale e la città si presenta come “molto evoluta”, anche se personalmente sostengo che il livello non sia di una metropoli europea ma piuttosto di una grande provincia.
Roma potrebbe prendere ad esempio molto in questo senso da Milano, anzi direi che dovrebbe proprio.

Milano è la città del Duomo. Rappresenta il centro ideale di circa quattro chilometri quadri di fantastica architettura, veramente eccezionale. Fuori da questa area però la città sembra quasi sempre una enorme e sterminata periferia.

Milano è la città della gente “easy”, degli aperitivi, degli happy hour. Tutti cercano di essere fighi. Tutti hanno un blackberry, un iphone con relativa connettività che in metro gli consente di leggere mail che non leggerebbe mai in azienda o ancora di più di sparare cazzate su Fessbuc.

Nonostante sia la città della moda, la maggior parte delle persone veste male, a volte veramente male. Le donne sono quasi tutte omologate con le loro borse luìvittòn “che se non ce l’hai non sei milanese con la grana”.

In questi sei  mesi (novembre-marzo) il clima è stato veramente ma veramente pessimo. Sole prossimo allo zero. In compenso tanta tanta neve, pioggia e freddo. In questo senso si capisce perchè spesso i milanesi hanno un umore pessimo e poco loquace. Altissima la presenza e la varietà di stivali, di cappelli, cappellini e sciarpe, quanti non ne avevo mai visti prima. Io stesso non avrei potuto portare in giro la mia boccia pelata senza un cappellino “tecnico” con paraorecchie, che mi ha letteralmente salvato in quei mesi.

A Milano sono quasi tutti di qualche altro posto. I milanesi veri sono un mito, una leggenda. Quando anche sentirete qualcuno parlare milanese, vedrete che avranno probabilmente un padre, una madre o un nonno calabrese, siciliano o campano.

Milano è la città delle scale mobili dove devi tenere la destra, perchè ci può essere (spesso) qualcuno che ha troppa fretta per aspettare che il rullo lo porti in cima, e sulla sinistra deve poter avere spazio per sorpassare tutti. E’ la città delle buste della spesa in metro, quella stessa metro dove spesso c’è chi mangia mentre aspetta di raggiungere la stazione di destinazione. Si perchè il tempo è sempre poco. Per i milanesi ancora meno. E infatti molti centri commerciali sono aperti fino alle 21, o anche le 22.

Ma l’immagine che mi resterà per sempre di Milano, sarà quella che ho vissuto dopo un paio di settimane che ero arrivato. Ero alla stazione metro di Cadorna, un nodo di scambio sempre affollato, e non dimenticherò mai quel silenzio assordante che rimbombò nelle mie orecchie, mentre uscivo dal treno della metro in mezzo a centinaia e centinaia di persone. Erano le 8 di mattina, e quelle centinaia di silenziosi muli in fila, andavano verso la loro grigia giornata. Neanche una telefonata al cellulare o qualcuno che chiacchierasse con un amico. Niente. Un silenzio terribile.

A Roma cosa ho trovato, dopo sei mesi a Milano ? Beh ho trovato un vero e proprio deserto professionale, quasi peggio di quando sono partito. L’azienda dove lavoravo in questo frattempo è collassata, dopo diversi mesi di coraggiosa e tenace occupazione dei miei ex-colleghi (parliamo di Eutelia / Agile Servizi), si è arrivati ad una amministrazione controllata, con centinaia di persone a casa in sospensione (anticamera degli ammortizzatori) e la “spada di Damocle”  sulla testa anche di quelli che stanno ancora tentando di lavorare e portare a casa uno stipendio che, tra l’altro, deve ancora essere corrisposto per diverse mesate. Io stesso attendo ancora qualche notizia del mio TFR.

Insomma, parlando metaforicamente, mentre l’Italia dei politici continua ad andare sempre più a puttane e qualche volta anche a trans, parecchi degli italiani più in gamba che conosco tra poco non potranno permettersi più neanche quello, a meno che le peripatetiche, vittime anche loro di conseguenza di questa crisi, non si attrezzino con rateizzazioni e promozioni.

RFID

Alcune delle applicazioni di seguito descritte le ho sperimentate nel lontano 2001.

Nella filliera produttiva qualcosa, sebbene poco, è cambiato. Ma ancora non vedo traccia nella vita quotidiana delle persone (a parte qualche piccola sperimentazione qua e là in Italia).


What is RFID?Animated Explanations

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Non posto da un bel pò, dato che ora sono a Milano per lavoro da qualche mese appunto e non ho molto tempo, magari ne parlerò in un altro post (forse).

Comunque sia da “milanese” temporaneo, leggo anche blog che riguardano la città della madunina, e stavo giusto vedendo dei post arretrati del 02blog e leggevo dell’idea della Moratti di intitolare una via a Craxi…

Beh, di seguito vi faccio vedere il post come l’ho visto io (tramite il fidato Google Reader)…

La figura è emblematica e non necessita di commenti… c’ha già pensato la grande macchina dell’indicizzazione di Google che, per quanto ne so io, associa delle pubblicità al contesto…

Meditate milanesi, meditate…

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craxi

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Dopo la manifestazione di Eutelia, dove Bersani ha trovato subito il tempo di battibeccare con Di Pietro per trovare una scusa e non partecipare al B-Day del 5 Dicembre a Roma, mi sono messo a pensare (ogni tanto capita), e ho realizzato che questa “sinistra” (di cui l’ultimo spiraglio secondo me risale all’ultima legislazione Prodi) non è che non esiste, non vuole esistere per propria convenienza.

Il mio ragionamento è semplicemente questo: stare al governo non conviene.  I motivi sono semplici

  • stare al governo comporta l’onere e il dovere di pensare alle leggi da fare per risolvere i problemi della cittadinanza, con tutto quello che comporta, cioè ascoltare le lamentele di lavoratori, sindacalisti, industriali, economisti, ecc. ecc., cercare una soluzione che stia bene a tutti (e chi vuol capir capisca) e poi vedere se la riescono a mettere in piedi (che poi non ce la fanno uguale)
  • fare l’opposizione è un lusso, un lusso ai nostri danni, che paghiamo NOI, tanto loro, senza fare niente, hanno partita facile con un Berlusconi che ogni giorno ne combina una e va sui giornali e loro lì, che svolgono il loro “ruolo” come in un teatrino, e si lamentano e ”Berlusconi di qua e Berlusconi di là”… vuoi mettere la mattina ti alzi quando vuoi, tranquillo, senza responsabilità, fai colazione con calma, vai a fare un giro al centro di Roma (con l’auto blu ovviamente mica con la metro o i bus), rilasci qualche intervista qua e là, e “Berlusconi di qua e Berlusconi di là” e poi a fine mese stipendio da nababbo e nessuna prospettiva di cassa integrazione o mobilità…
  • addirittura quando c’è il rischio concreto che il loro voto possa cambiare lo stato delle cose si astengono ad arte e poi dicono di non sapere come mai nessuno gli ha spiegato che il voto sullo scudo fiscale era importante (oddio mio se davvero esisti fammi un favore, un fulmine solo ti chiedo… anzi no, forse è meglio un set completo di fulmini e saette va’)

Ci sarebbero ancora tanti, tantissimi motivi e ragionamento, ma il tempo è poco e io domattina mi devo alzare presto che devo andare al lavoro, mica al Parlamento!

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