Sono sveglio da più di due ore ormai… e mi sta ritornando il sonno.
Alle 6 il latte per il pupo, e poi ritorno a letto, ma i pensieri si accavallano, le cose da fare tornano a galla… e decido di rialzarmi. Mi faccio il caffè che è ancora buio, e alzo l’avvolgibile… piove.
Resto fermo a guardare la pioggia che scorre, dietro i vetri, in silenzio, e trovo pace. Mi sento tranquillo ora. La pioggia mi calma, mi rilassa. E’ come un pianto liberatorio che esce invisibile, che mi libera l’anima.
Sono un pò teso in questi giorni. Le prospettive future del mio lavoro mi fanno sempre di più venir voglia di rischiare di mio, di provarci.
Mi sento *quasi* pronto. In realtà sarei già pronto da un pezzo, ma le responsabilità, le spese, le continue problematiche di ogni giorno ti fanno riassopire, ti riportano al torpore del moderno impiegato, che alla sera stacca (diciamo) la spina e torna a casa lasciando il lavoro in ufficio.
Ma io non sono così. Non lo sono mai stato. Io mi sono sempre portato il lavoro a casa. Per passione, per senso del dovere, per coscienza personale, ma le problematiche dell’ufficio io me le portavo sempre dietro. Nella borsa del notebook, nella tasca del cappotto, nel portafogli, sul cellulare. Ovunque, reminder, appunti, to-do list, mi riportavano al concreto senso del dovere. Quello che mi faceva sentire sempre teso, ma vivo. Diversamente da ora, che sono teso e basta.
Voglio ricominciare, e stavolta rischiando di mio. Ma… non riguarda solo me, e allora ci penso e ci ripenso… E mi riassalgono i dubbi. Si, perchè non ho più vent’anni, ma trentacinque. Non sono solo, ma ho famiglia. E se fallisco, onestamente, il peso del fallimento mi potrebbe portare oltre, troppo oltre le semplici parole…
Il problema è forse dovuto al fatto che ho delle continue aspettative. Mi dico sempre che qualcosa per noi (io e la mia famigliola) ci deve essere, dopo tutte queste frustrazioni, dopo tutte queste fatiche, un futuro un pò più sereno ci spetta di diritto…
Mah, chissà. Intanto vado a vedere se piove ancora, magari mi viene in mente un’idea….