In questi giorni mi sta capitando spesso di essere in contatto con vecchi amici, lasciati a Napoli, con i quali mi piace ricordare degli aneddoti della nostre precedenti frequentazioni.
E vengo preso da una sensazione anomala. Come se stessi parlando di un’altra persona, e non di me.
Come se i miei ricordi non mi appartenessero. Certo è vero, si cambia, si cresce (forse), si passa a nuovi interessi, si mette su famiglia, e bla bla bla…
Ma è proprio una strana sensazione, giuro. Sembra che sia passata una vita, e invece si tratta solo di pochi anni.
Veramente intensi, questo si. Intensi di cambiamenti, ambientali, familiari, e soprattutto inerenti lo stile di vita.
Il trascorso me stesso, preso da una vita frenetica e piena di interessi, con un centinaio (giuro) di amici e amiche, compreso tra bagordi e vizi di ogni sorta, assoggettato alle regole del puro vivere epicureo, decade, sparisce da un certo punto della storia in poi, se ne perdono letteralmente le tracce. 
Al suo posto oggi un ometto, +/- a metà del suo ciclo di vita, con la pancetta, pochi capelli, metodico, patetico e pantofolaio.
Eppure migliore di quello di prima. Almeno di questo mi voglio convincere.
Sono veramente le mura domestiche il posto migliore dove realizzare i propri sogni ? E’ davvero così ?
Certo i chili di troppo sono sempre là, non sembra vogliano sparire.
Ma almeno mi ricordano che una volta pesavo anche una quindicina di chili in meno, ma ero molto più infelice.
A parte la mancanza di adrenalina, oggi non ho niente di cui lamentarmi.