Ci sono tante motivazioni che portano nella vita al trasferimento. Nel mio caso è stata una scelta volontaria e ricercata.
Mi sono trasferito da Napoli Nord a Roma Sud. Non sono tanti chilometri ma lo spostamento rimane ed è comunque significativo, tenendo presente anche che a spostarsi è stata una famiglia e non un singolo.
Di questa scelta oggi sono felice. Mi sono allontanato da Napoli, che amo molto, ma che ormai non vedevo più adatta per me e/o la mia famiglia, per il mio futuro. 
E in effetti Napoli non mi manca. Per niente. Anzi, quando torno giù, non ho altro desiderio che ritornare qui, a casa mia.
Questa ora è casa mia. Questo è il mio paese. Adottivo, ma è il mio paese. Io l’ho scoperto, l’ho scelto, apprezzato…
Ma nonostante tutto, c’è una cosa che mi manca, e negli ultimi tempi ci faccio caso spesso.
E’ la mancanza dell’incontro.
Si perchè giù a Napoli Nord, dove sono nato, cresciuto e pasciuto per 30 lunghi anni, avevo moltissimi amici e/o pseudotali, conoscenti a iosa, facce viste e riviste.
Sì che il mio paesino conta poco meno di centomila abitanti, ma di questi molti io li conoscevo, e li incontravo ogni giorno, per le strade, nei negozi, dappertutto.
Ora questo mi manca. L’incontrare qualcuno che conosci, da un mese o da anni, lì o altrove, per strada, e salutarlo, chiedergli il banale “come va ?” e sentirsi rispondere il solito “tutto bene”.
Chiacchierare degli amici comuni, e del passato che ormai è stato… cazzeggiare se si tratta di un amico di baldorie…
Questo mi manca.
Quando vado in giro per le feste, le fiere, le sagre che qui ogni tanto si susseguono, mi rendo conto che questo è il mio nuovo paese.
Non è quello di prima, quella era un’altra vita, un altro io. Che ora conosce molte poche persone.
E quando le incontra non cazzeggia, ma le saluta con educazione…