Deserto Sintomatico

perchè in ognuno di noi c’è un deserto più o meno grande dove coltivare i nostri pensieri

Archive for January, 2007

As an actor…

Mi sono ricordato di aver studiato per un bel pò l’UML, e ho deciso di mettere a frutto gli studi fatti : 
 
 
 
…basta per stasera, sono stanco…
 
consigli per gli ascolti : Pandora > George Michael Radio
 

Pandora > Eric Marienthal Radio

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XP - eXtreme Programming

Anni fa ho acquistato e letto un libro di Kent Beck che parlava di una metodologia di lavoro chiamata XP - eXtreme Programming (XP era un termine allora antecedente all’uscita del noto sistema Windows).
I concetti fondamentali di questa metodologia, sono volti al migliorare la produttività per quanto riguarda lo sviluppo software, attraverso una serie di stratagemmi, tra cui (i primi che mi vengono in mente) la programmazione a coppie, le riunioni in piedi, e i frequenti rilasci di versioni.
Questa prospettiva di migliorare la mia (già discretamente alta) produttività nello sviluppo software mi eccitava moltissimo. Ne parlai con diversi colleghi, raccogliendo pareri e opinioni discordanti. Alcuni la ritenevano l’ennesima “americanata”, altri come me ne erano entusiasti.
Di fatto però non sono riuscito mai a realizzare o partecipare ad un team che avesse le prerogative per essere “estremo”, anzi…  La voglia e soprattutto la produttività che hanno molti miei colleghi (eccezion fatta per i soliti pochi) è equivalente a quella di una tartaruga che va al mercato a fare la spesa senza conoscere in anticipo cosa cucinare (il paragone non so se rende)… Inoltre la “programmazione a coppie” era vista come uno spreco di tempo, e non come un investimento sul futuro.
Ma più di tutto mi convinse di abbandonare l’idea, il fatto che la dotazione hardware di cui siamo in possesso, risale almeno a qualche anno addietro, e già qualche anno fa erano macchine obsolete. Per esempio, io ho un notebook vecchio di quattro anni, con poca ram e che si pianta ogni tanto. Alcuni miei colleghi sono messi anche peggio, per cui a volte mi viene di pensare che sono addirittura un fortunato.
Certo, i dirigenti se la spassano con hardware (quello si estremo) che a loro serve giustamente a leggere la posta e a scrivere un documento word, e in parecchi casi a consentire a dei virus grossi come fringuelli di propagarsi allegramente nella rete aziendale (un antivirus ? cos’è un antivirus? boh !)…
Ogni operazione che faccio durante lo sviluppo software mi consente di stare fermo a girarmi i pollici mediamente tra i 10 secondi e i 3 minuti, cosa che avviene di norma ogni 3-4 minuti. Quindi pensate quanti soldi mi dà l’azienda per essere “poco produttivo”…
Ad un dirigente che aveva mandato una mail a tutti, cercando soluzioni per evitare gli sprechi o migliorare le attività, avevo fatto presente che il costo per un hardware di buone capacità poteva essere ammortizzato in pochi mesi se non in poche settimane, da parte di chi lo usava. Per tutta risposta non ho avuto risposta. Ho invece trovato nei bagni, di lì a poco, un cartello che ricorda di spegnere la luce.
Certo, la corrente oggi costa un occhio. Il nostro stipendio invece ce lo pagano con gli zecchini di Pinocchio, per cui si moltiplicano da soli. Poi le aziende vanno in crisi, e le persone per strada… ma questo è un altro film…
Per farvi capire, intanto che scrivo questo post, sono con la macchina impallata perchè il fido “Spyware Terminator” mi sta controllando il pc, per cui non riesco a lavorare adeguatamente. Questo per qualche euro di ram…
Ma che importa. In fondo l’importante è la salute.
Ah, dimenticavo. Davanti a me ho un foglio pieno zeppo di scarabocchi fatti tra un build e l’altro.
Se lo faccio vedere ad uno psicanalista probabilmente riuscirà ad interpretarlo alla stregua del Test di Rorschach ?
Voi che ne dite ?

Della mia vita precedente

In questi giorni mi sta capitando spesso di essere in contatto con vecchi amici, lasciati a Napoli, con i quali mi piace ricordare degli aneddoti della nostre precedenti frequentazioni.
E vengo preso da una sensazione anomala. Come se stessi parlando di un’altra persona, e non di me.
Come se i miei ricordi non mi appartenessero. Certo è vero, si cambia, si cresce (forse), si passa a nuovi interessi, si mette su famiglia, e bla bla bla…
Ma è proprio una strana sensazione, giuro. Sembra che sia passata una vita, e invece si tratta solo di pochi anni.
Veramente intensi, questo si. Intensi di cambiamenti, ambientali, familiari, e soprattutto inerenti lo stile di vita.
Il trascorso me stesso, preso da una vita frenetica e piena di interessi, con un centinaio (giuro) di amici e amiche, compreso tra bagordi e vizi di ogni sorta, assoggettato alle regole del puro vivere epicureo, decade, sparisce da un certo punto della storia in poi, se ne perdono letteralmente le tracce. 
Al suo posto oggi un ometto, +/- a metà del suo ciclo di vita, con la pancetta, pochi capelli, metodico, patetico e pantofolaio.
Eppure migliore di quello di prima. Almeno di questo mi voglio convincere.
Sono veramente le mura domestiche il posto migliore dove realizzare i propri sogni ? E’ davvero così ?
Certo i chili di troppo sono sempre là, non sembra vogliano sparire.
Ma almeno mi ricordano che una volta pesavo anche una quindicina di chili in meno, ma ero molto più infelice.
A parte la mancanza di adrenalina, oggi non ho niente di cui lamentarmi.

Che fisico… bestiale…

In genere non mi interesso al mio aspetto. Non sono mai stato bello, anche se ho avuto sempre un discreto successo con le donne. Forse perchè riesco a divertirmi insieme a loro.
Ma il fisico no. Quello una volta era a posto. Ero agile, nerboruto, muscoloso e asciutto.
Oggi non resta niente di quei sette anni e mezzo di pallavolo, se non i ricordi, e un paio di vecchie scarpette rosse della asics nel mio sgabuzzino.
In compenso ho guadagnato altre cose. Un ampio spazio sulla mia fronte, in cui raccogliere i raggi del sole. Uno stomaco capiente quanto una stiva, capace di accogliere comodamente anche un maiale ubriaco (questa forse ve la spiego poi). Una schiena tanto a pezzi che la Lego mi ha contattato per brevettarla.
Che bello lavorare in ufficio. Al caldo in inverno, e al freddo in estate. Che comodo arrivarci in macchina. Che bella cosa tornare la sera a casa e riposarsi davanti alla tele. Che bella vita.
Certo non mi posso lamentare, se penso agli extracomunitari (anzi no ormai) che la mattina a via dell’Acqua Acetosa aspettano i caporali per essere caricati e rischiare la vita in un cantiere per 30 euro al giorno (se lavorano).
Fatto sta che i circa quindici chili superflui accumulati da una decina d’anni a questa parte, mi fanno assomigliare al maialino dell’animoticon. Che dire.
Ci vuole un fisico bestiale anche per bere e per mangiare.
 
 

E alla fine si torna sempre…

Finalmente trovo qualche minuto per scrivere. Innanzitutto Buon 2007 !!!
Sono tornato ieri da Napoli, dove ho trangugiato l’impossibile e anche di più, accumulando un altro paio di chiletti…
Una decina di giorni in mezzo ai “caos” di natura diversa, andando dalle macchine e motorini che sfrecciano in totale anarchia stradale, alle folle inferocite nei supermercati, ai parenti che consumavano di baci il mio piccolo figliuolo, passandoselo come fosse un pallone da rugby…
Dieci giorni di croce e delizia, insomma, in cui smaltire (si fa per dire) le tossine di un anno intero, o ancora meglio accumularne delle altre da smaltire poi in questi pochi giorni prima di tornare al lavoro…
Intanto non è che a casa mi riposi comunque tanto. In compenso sto continuando a mangiare e a bere, costringendo il mio corpo agli ultimi sforzi digestivi. Tanto tra poco viene la famosa Epifania, che tutte le feste si porta via…
E, quasi quasi, mi vien da dire meno male…