Deserto Sintomatico

perchè in ognuno di noi c’è un deserto più o meno grande dove coltivare i nostri pensieri

Archive for February, 2007

Lo spavento supremo

Quando avevo circa dodici anni presi realmente coscienza della mia esistenza. E cominciai ad avere paura di morire.
In quelle occasioni sprofondavo in una terribile sensazione di sconforto, e piangevo.
Dopo sei mesi circa mi stufai di avere paura e decisi di proteggermi con l’armatura della strafottenza. In fondo la vita porta alla morte e questo è inevitabile. Allora perchè averne paura ?
Così sono andato avanti tranquillo e beato (diciamo) per tanti anni.
Addirittura quando scomparve mio padre, una decina di anni fa, dopo l’angoscia iniziale per la mancanza del mio caro, ricominciai ad essere felice della vita stessa.
Ora, da circa un anno e mezzo, ovvero da quando è nato mio figlio, le cose sono cambiate nuovamente.
Ovviamente la nascita di un figlio comporta una gioia immensa, si sa. Ma questo mi ha portato anche nuove paure.
Mi sono reso conto di essere a metà (spero) del mio ciclo di vita. E che fra circa altri 35 anni potrei non esserci più, o di lì a poco…
E ho ricominciato ad avere paura. Paura del distacco, dello shutdown definitivo.
Battiato una volta lo chiamò “lo spavento supremo”. Ebbene io sono molto spaventato. Solo che stavolta non piango, non ho lacrime nè tempo da perdere per questo.
Stavolta è diverso. E’ qualcosa di più sottile. Ora questa paura non mi sorprende all’improvviso, perchè è sempre con me.
Forse questo vuol dire che la mia vita mi piace più di prima. In fondo dovrei *tecnicamente* essere felice.
Solo che non riesco a togliermi questo avvoltoio dalle spalle. E non so come fare.
Lo spavento supremo mi perseguita…

Non ce la farò mai…….!

Sveglia alle 7.00 . Esco alle 8.00 . Per le 9.00 sono già al lavoro .
Esco dal lavoro mediamente alle 18.30 . Arrivo a casa verso le 19.15 . Mio figlio mi si aggancia come una calamita…
Ore 23.00 mio figlio va a dormire. Ora ho tempo per fare le cose che devo fare.
Che sono :
  • riprendere a studiare l’UML
  • iniziare a realizzare un mio sito (già registrato) che aspetta da anni…
  • completare un lavoro chiestomi da un amico
  • pianificare e quantificare un altro lavoro
  • leggere tutta la posta arretrata e i post
  • proseguire con questo blog
  • studiare ipoteticamente per due o più…  ‘mbbuti, no scherzo… certificazioni….
  • bestemmiare almeno una volta al giorno grazie al mio portatile che va in crash…
non ce la posso fare con questa vita… in un paio d’ore la sera (bello cotto) non ce la posso proprio fare…
tra l’altro con un portatile al limite delle sue possibilità (eh con me non hanno vita facile, mi ci vorrebbero 2 Gb di ram…)
e nei week-end è peggio… mia moglie e mio figlio mi si attaccano come con la colla vinilica… altro che art attack…
come minimo mi ci vorrebbe un portatile “serio”, una giornata di 36 ore e il doping… 1 grammetto al giorno…
aiuto !!!
 
 

L’incontro

Ci sono tante motivazioni che portano nella vita al trasferimento. Nel mio caso è stata una scelta volontaria e ricercata.
Mi sono trasferito da Napoli Nord a Roma Sud. Non sono tanti chilometri ma lo spostamento rimane ed è comunque significativo, tenendo presente anche che a spostarsi è stata una famiglia e non un singolo.
Di questa scelta oggi sono felice. Mi sono allontanato da Napoli, che amo molto, ma che ormai non vedevo più adatta per me e/o la mia famiglia, per il mio futuro. 
E in effetti Napoli non mi manca. Per niente. Anzi, quando torno giù, non ho altro desiderio che ritornare qui, a casa mia.
Questa ora è casa mia. Questo è il mio paese. Adottivo, ma è il mio paese. Io l’ho scoperto, l’ho scelto, apprezzato…
Ma nonostante tutto, c’è una cosa che mi manca, e negli ultimi tempi ci faccio caso spesso.
E’ la mancanza dell’incontro.
Si perchè giù a Napoli Nord, dove sono nato, cresciuto e pasciuto per 30 lunghi anni, avevo moltissimi amici e/o pseudotali, conoscenti a iosa, facce viste e riviste.
Sì che il mio paesino conta poco meno di centomila abitanti, ma di questi molti io li conoscevo, e li incontravo ogni giorno, per le strade, nei negozi, dappertutto.
Ora questo mi manca. L’incontrare qualcuno che conosci, da un mese o da anni, lì o altrove, per strada, e salutarlo, chiedergli il banale “come va ?” e sentirsi rispondere il solito “tutto bene”.
Chiacchierare degli amici comuni, e del passato che ormai è stato… cazzeggiare se si tratta di un amico di baldorie…
Questo mi manca.
Quando vado in giro per le feste, le fiere, le sagre che qui ogni tanto si susseguono, mi rendo conto che questo è il mio nuovo paese.
Non è quello di prima, quella era un’altra vita, un altro io. Che ora conosce molte poche persone.
E quando le incontra non cazzeggia, ma le saluta con educazione…

Il casalingo disperato…

Le mie 10 regole d’oro per potersi definire un “casalingo disperato” :
  1. negli ultimi 24 mesi sei andato il 95% delle volte a fare la spesa da solo
  2. nel restante 5% dei casi sei andato con tua moglie, che non sapeva dove stavano le cose e tu le indicavi la zona, la corsia, lo scaffale e in molti casi anche il prezzo
  3. fare la spesa ti rilassa, anche se questo comporta che devi caricarti da solo cinque-sei buste
  4. ti capita in un solo week-end di andare anche tre volte al supermercato
  5. alcune cassiere ormai ti rispondono “grazie, non serve” quando le dai il documento di identità insieme alla carta di credito
  6. gestisci tu la carta punti e ti occupi tu dei regali
  7. hai il portafogli pieno di buoni “catalina”
  8. ti diverti a sfogliare i volantini pubblicitari che arrivano a casa
  9. la maggior parte dei condòmini non ti ha mai incontrato per le scale senza qualche busta in mano
  10. ti capita a volte di avere delle strane visioni quando scegli le arance tarocco: le senti gridare “prendi me”, “scegli me”, “io sono più dolce delle altre”

Era meglio il libro…

Mi hanno prestato il dvd del famigerato “Codice da Vinci”.
Beh, non è tanto male quanto sembra. E’ peggio… Una macchia nella carriera di Tom Hanks, come neanche ai tempi di “Big”…
Molto fumoso, a tratti geniale (ma in pochi tratti), portato avanti da una trama in alcuni punti anche discretamente intrecciata. Solo che il tutto non quadra.
Ora non sto qui a dirvi quali sono che sono già abbastanza stanco per oggi.
Solo che, come capita spesso in questi casi, era meglio il libro… che semmai mi dovesse capitare per le mani, eviterò accuratamente di leggere…
 

[fun] Dr. House

Non ho mai visto l’originale, ma di sicuro comunque questo è meglio…
 
 
 
 
 
tempo medio : 10 min. circa
 

Per me un paio di Adidas, grazie…

Ormai è ufficiale. Non ho più un jeans…
Le mie consuetudini dimenticate. Il mio look ormai morto e sepolto.
I miei amici di Napoli mi ricordano ancora come un ragazzo jeans e scarpette… Ma ora sono anzianotto. E gli unici pantaloni che posseggo sono classici. Troppi completi, blu, grigi, anche gessati, tra l’altro poco usati, molte camicie, parecchie cravatte (di cui ne uso sempre le solite due o tre, quando le uso).
E scarpe classiche. O meglio non-scarpette… Da giovane invece ero solo sportivo.
E’ vero, non avevo neanche la pancia e avevo ancora molti capelli, ma questo non vuol dire che non amo ancora la comodità di un paio di Nike (allora le air erano una novità assoluta), le Reebook (pump) o delle mie preferite, le Adidas (le torsion, le pagai veramente un casino all’epoca)…
Ora non so neanche quali scarpette ci sono in giro. So solo che ora costano circa il 500% di quelle che costavano una volta. E non hanno neanche lo stesso fascino.
Appena perdo un pò di chili mi rifaccio…
 
 
 
 
 
Listening : Blur Radio

Il dolce tormento del bau

Mio figlio sta crescendo. Da qualche settimana ha imparato a riconoscere l’abbaiare dei cani.
E lo identifica :”Bau!”. Col dito indice alzato. Poi ha scoperto che nella villetta di fronte c’è un cane.
E allora dalla mattina, dalla prima apertura degli occhi : “Bau! Bau!”.
In pratica da una settimana in qua, mediamente una cinquantina di volte al giorno baueggia per casa.
Spesso va alla porta della cucina, che dà sul balcone, e guardando attraverso il vetro della porta fa : “oè bau?”…
Ora sta prendendo una brutta piega: a pranzo vuol mangiare sul balcone, perchè deve cercare bau… finchè ci sono belle giornate niente di che, ma quando fa freddo…
Insomma uno spasso. A volte un tormento. Un dolce tormento.
bye bye… anzi bau bau
 

E’ sempre la solita musica… ?

Durante la mia adolescenza il mio cervello e la mia personalità sono stati ripetutamente oggetto di maltrattamenti dovuti in gran parte alla continua necessità di sperimentare nuovi generi musicali.
Ne ho ascoltati, e tanti, penso di tutti i generi esistenti. Oggi sento poca musica, per il poco tempo che ho di farlo.
E quando posso torno volentieri alle origini. A una delle mie origini.
 
Metallica
Li ascolto prevalentemente quando ho bisogno di dare una scossa al mio cervello in panne. In quei casi metto in folle e vado giù in discesa libera con loro. Si, perchè molti non immaginano che qualche anno fa ascoltavo heavy-metal già dalla colazione.
Poi sono arrivati gli Slayer e mi hanno fatto smettere. Si perchè partivano tutti insieme e facevano a gara a chi finiva prima il pezzo… Ma i Metallica, quelli, sono un altro film.
Bjork
La mia prediletta. Niente di meglio per perdersi nei meandri della propria incoscienza. Sempre e dovunque, ma soprattutto in metro, tra la gente. Con la pioggia e il vento. Con i rumori del mondo che corre. Di meglio non ce n’è (a mio avviso). Anche se molti la classificano tra la musica elettronica (banalmente), per me non ci sono dubbi : la sua è la vera invenzione del cyberpunk.
Prodigy
Beh stasera in effetti il post nasce da questo gruppo, di cui nessuno sa descrivere con precisione il genere musicale. Su internet li ho visti definire (in ordine sparso) : elettronica, big beat, techno, trip-hop, punk, techno-metal, dance,…
La verità è che nessuno sa classificare la loro musica in un comparto preciso. Io non nascondo di aver mal sopportato tante volte la loro musica (a parte i famosissimi Firestarter e Smack my bitch up, assolutamente favolosi).
Ma stasera il mio me stesso va a braccetto con loro. E anche se sono lucido un pò mi sento sballato.
Sarà l’età. O semplicemente la nostalgia dello sballo.
 
E voi ? Con che musica vi sentite un pò sballati ? Se qualcuno si azzarda a dire i Pooh, giuro che chiamo la buoncostume.