Alcuni giorni di ferie mi danno il tempo di scrivere qualche riga, giusto per mandare un segnale in rete che sono ancora in vita.
In questi (pochi) giorni di ferie, mi sto rilassando tra il mare di Sabaudia, e lo studio per il prossimo esame di certificazione.
Intanto ieri mio figlio ha compiuto tre anni e diventa sempre più capriccioso, sarà l’età, sarà che come genitori lo stiamo viziando, sarà il suo carattere… comunque sia è intelligentissimo e questo spero lo aiuti nel futuro più che nel presente.
Mi dà gioia vederlo imparare i numeri, le lettere, cominciare a interagire in maniera completa con me, capire e ripetere le parole più complesse e riuscire a fare acrobatiche associazioni mentali che non avrei mai immaginato a questa età.
I suoi duemila “cos’è quello” giornalieri mi affaticano ma non mi esimo dal rispondergli ogni volta.
Nel frattempo mi sto ancora decidendo sul da farsi, riguardo un mio trasferimento all’estero. Non è la possibilità o il ritorno economico, e neanche la lingua tutto sommato, a rallentare la mia decisione. Mia moglie mi appoggia in tutto e su questo sono molto fortunato. E’ solo la consapevolezza che il cambiare così drasticamente a questa età è una decisione di sola andata, una scelta forte e quasi non reversibile, e la sicurezza di andare in un posto dove ci si trovi realmente bene è sempre in dubbio. Anche se la città di riferimento ha tutto quello che si può desiderare, c’è qualcosa che ancora non mi convince. E devo decidermi comunque, se proseguire o se definitivamente abbandonare. Stare nel mezzo non è più possibile. Il tempo passa e la vita scorre. Non c’è più tanto tempo per riflettere.