Si, è tanto lo so.
Lo dico a quei 1.5 lettori di questo blog. E’ tanto che non scrivo.
Ma nessuno sentirà la mancanza dei miei post, neanche io.
Se non scrivo è perchè:
1) sono troppo incasinato
2) sto seguendo altre strade alternative di comunicazione
3) sono troppo incasinato (già l’ho detta ma lo sono davvero troppo per dirlo una volta sola)
4) non ne sento il bisogno… che è la motivazione più importante…
Ormai, tra Facebook, Twitter e balle varie, scrivere sul blog sembra quasi essere diventato come parlare da soli.
Twitter, Jaiku o Pownce…
Io li uso tutti e tre, ma non so onestamente quale sia meglio e perchè…
Ne parliamo ?
La scoperta dei blog ha caratterizzato la mia vita di informatico degli ultimi sei mesi, e credo che si protrarrà anche nei prossimi anni, fino all’avvento di un futuro web 3.0 che porti innovazioni ancora a me poco note.
Intanto ho fatto una riflessione, mentre navigavo tra i post, come al solito grazie al mio fido Google Reader.
La riflessione riguardava il flusso di informazioni, che è poi alla base della mia meravigliosa scoperta dei blog, come fenomeno di comunicazione di massa.
Ho capito, o perlomeno penso di aver capito, che esistono delle logiche dietro le informazioni che viaggiano sui blog. Ci sono dei “flussi” che per regole a me ignote, consentono a delle informazioni di viaggiare per lungo tempo attraverso diversi siti. Ottenere eco, rimbalzare su blog più o meno noti, arrivare talvolta ad ispirare pseudogiornalisti che spacciano una notizia ormai logora come news.
Sicuramente agli esperti di comunicazione sarà chiara la legge, o il principio con il quale queste informazioni si muovono, ed esisteranno esperti che sapranno identificare questi flussi con nomi propri.
La cosa che però credo non sia propriamente normale anche per chi della comunicazione fa il proprio mestiere, è la casualità con cui si vengono ad identificare le informazioni che rimbalzano. Si, perchè è misterioso come talvolta una notizia sia selezionata per diventare un common-post, qualcosa che è necessario rendere pubblico ad ogni costo, forse anche dipendentemente alle circostanze ambientali e temporali.
Ecco che si vengono a generare quelle che io ho battezzato (con audacia) con questo acronimo strano, BRIF.
Del resto ho conseguito una illustre certificazione, la quale mi fornisce la giusta investitura per poter fare questo genere di considerazioni.
da oggi inizio un nuovo blog:
http://untiponeuroso.wordpress.com/
blog prettamente tecnico…