lo voglio ! assolutamente !!
sto sbavando al solo pensiero… appena ne so qualcosa in più su dove si vende e quanto costa, vediamo se riesco a comprarlo…
ah, giusto… l’oggetto dei miei desideri è questo.
Mi è venuto in mente Pozzetto con la sua espressione colorita, ma il motivo è questo.
Ma quanto è vicino il futuro ?
Stasera mi sono avventurato, partendo dall’Asus eee (che mi piacerebbe tanto comprare), sono andato a vedere il famoso (io non l’avevo ancora visto !) MacBook Air, le cui caratteristiche davvero impressionanti sono descritte da Steve Jobs in questo video.
E allora sono tornato indietro con i ricordi, a due o tre anni fa, quando il primo flybook mi era capitato tra le mani per lavoro, e ne ero rimasto colpito.
Ma poi mi sono ricordato che circa nel 95-96 mi era capitato di vedere un oggetto fantastico, all’epoca già datato : era l’Olivetti Quaderno, che poi ho scoperto risalire al 1992.
Questo mi fa pensare che gli italiani, diciamo almeno quelli di una volta, le cose le sapevano fare.
Le aziende erano creative e i prodotti veramente innovativi.
Non sapendone molto in merito, immagino che l’Olivetti Quaderno possa essere stato il primo mini-notebook costruito… smentitemi tranquillamente se sbaglio.
La scoperta dei blog ha caratterizzato la mia vita di informatico degli ultimi sei mesi, e credo che si protrarrà anche nei prossimi anni, fino all’avvento di un futuro web 3.0 che porti innovazioni ancora a me poco note.
Intanto ho fatto una riflessione, mentre navigavo tra i post, come al solito grazie al mio fido Google Reader.
La riflessione riguardava il flusso di informazioni, che è poi alla base della mia meravigliosa scoperta dei blog, come fenomeno di comunicazione di massa.
Ho capito, o perlomeno penso di aver capito, che esistono delle logiche dietro le informazioni che viaggiano sui blog. Ci sono dei “flussi” che per regole a me ignote, consentono a delle informazioni di viaggiare per lungo tempo attraverso diversi siti. Ottenere eco, rimbalzare su blog più o meno noti, arrivare talvolta ad ispirare pseudogiornalisti che spacciano una notizia ormai logora come news.
Sicuramente agli esperti di comunicazione sarà chiara la legge, o il principio con il quale queste informazioni si muovono, ed esisteranno esperti che sapranno identificare questi flussi con nomi propri.
La cosa che però credo non sia propriamente normale anche per chi della comunicazione fa il proprio mestiere, è la casualità con cui si vengono ad identificare le informazioni che rimbalzano. Si, perchè è misterioso come talvolta una notizia sia selezionata per diventare un common-post, qualcosa che è necessario rendere pubblico ad ogni costo, forse anche dipendentemente alle circostanze ambientali e temporali.
Ecco che si vengono a generare quelle che io ho battezzato (con audacia) con questo acronimo strano, BRIF.
Del resto ho conseguito una illustre certificazione, la quale mi fornisce la giusta investitura per poter fare questo genere di considerazioni.
