Deserto Sintomatico

perchè in ognuno di noi c’è un deserto più o meno grande dove coltivare i nostri pensieri

una volta coi dadi ci si faceva il brodo

lo voglio ! assolutamente !!
sto sbavando al solo pensiero… appena ne so qualcosa in più su dove si vende e quanto costa, vediamo se riesco a comprarlo…
ah, giusto… l’oggetto dei miei desideri è questo.

SSD vs HDD

non potevo non condividere dopo averlo visto…

http://www.youtube.com/watch?v=pJMGAdpCLVg

(tnx Oris)

eeh la madooonna!…

Mi è venuto in mente Pozzetto con la sua espressione colorita, ma il motivo è questo.
Ma quanto è vicino il futuro ?

Miniature d’autore

Stasera mi sono avventurato, partendo dall’Asus eee (che mi piacerebbe tanto comprare), sono andato a vedere il famoso (io non l’avevo ancora visto !) MacBook Air, le cui caratteristiche davvero impressionanti sono descritte da Steve Jobs in questo video.
E allora sono tornato indietro con i ricordi, a due o tre anni fa, quando il primo flybook mi era capitato tra le mani per lavoro, e ne ero rimasto colpito.
Ma poi mi sono ricordato che circa nel 95-96 mi era capitato di vedere un oggetto fantastico, all’epoca già datato : era l’Olivetti Quaderno, che poi ho scoperto risalire al 1992.
Questo mi fa pensare che gli italiani, diciamo almeno quelli di una volta, le cose le sapevano fare.
Le aziende erano creative e i prodotti veramente innovativi.
Non sapendone molto in merito, immagino che l’Olivetti Quaderno possa essere stato il primo mini-notebook costruito… smentitemi tranquillamente se sbaglio.

BRIF - Blog Random Information Flow

La scoperta dei blog ha caratterizzato la mia vita di informatico degli ultimi sei mesi, e credo che si protrarrà anche nei prossimi anni, fino all’avvento di un futuro web 3.0 che porti innovazioni ancora a me poco note.
Intanto ho fatto una riflessione, mentre navigavo tra i post, come al solito grazie al mio fido Google Reader.
La riflessione riguardava il flusso di informazioni, che è poi alla base della mia meravigliosa scoperta dei blog, come fenomeno di comunicazione di massa.
Ho capito, o perlomeno penso di aver capito, che esistono delle logiche dietro le informazioni che viaggiano sui blog. Ci sono dei “flussi” che per regole a me ignote, consentono a delle informazioni di viaggiare per lungo tempo attraverso diversi siti. Ottenere eco, rimbalzare su blog più o meno noti, arrivare talvolta ad ispirare pseudogiornalisti che spacciano una notizia ormai logora come news.
Sicuramente agli esperti di comunicazione sarà chiara la legge, o il principio con il quale queste informazioni si muovono, ed esisteranno esperti che sapranno identificare questi flussi con nomi propri.
La cosa che però credo non sia propriamente normale anche per chi della comunicazione fa il proprio mestiere, è la casualità con cui si vengono ad identificare le informazioni che rimbalzano. Si, perchè è misterioso come talvolta una notizia sia selezionata per diventare un common-post, qualcosa che è necessario rendere pubblico ad ogni costo, forse anche dipendentemente alle circostanze ambientali e temporali.
Ecco che si vengono a generare quelle che io ho battezzato (con audacia) con questo acronimo strano, BRIF.
Del resto ho conseguito una illustre certificazione, la quale mi fornisce la giusta investitura per poter fare questo genere di considerazioni.

A chi serve tutta questa tecnologia ?

Nell’ultimo weekend sono stato, come molti, in giro per lo shopping natalizio, e mi sono trovato diverse volte a contatto con le offerte tecnologiche più disparate.
Parliamo di lettori mp3, fotocamere digitali, televisori al plasma/lcd, dvd recorder, e quant’altro.
E in ogni supermercato o centro commerciale in cui mi sono trovato, la folla assaliva letteralmente questi reparti trascurando, e di brutto, i reparti dove c’erano gli addobbi natalizi e/o le statuine del presepio (dove ancora c’erano). Come se il Santo Natale si fosse trasformato in una scusa come un’altra per comprare un pò di ferro a buon mercato.
Non che sia stato mai molto diverso. Il Natale è sempre stata l’occasione giusta per ripulire le tasche agli italiani, a cui fregare la tanto sudata tredicesima mensilità.
Ma stavolta ho notato un diverso approccio. Era tutto più banale, tutto più superficiale. E tutto più volgare.
Sentire le persone che parlavano degli oggetti che la migliore tecnologia di oggi è in grado di proporre (a buon mercato s’intende) come se ne capissero veramente qualcosa.
Frasi del tipo “aho anvedi sto emmeppitre ! ddu giga ! a li mortacci de pippo !” oppure “prenditi questa ciccio che è sette megapiccsel, che ce devi fà co questa da cinque ?”, e altre del genere, mi hanno portato ad un passo dai conati di vomito.
Tutta questa fame di tecnologia, è davvero necessaria ? O si tratta solo di una spinta all’obesità da consumo ?
A queste persone serve veramente comprare una macchinetta digitale da 5, 7 o 10 megapixel, quando poi magari nella vita hanno fatto sempre foto senza la testa ?
E’ veramente necessario comprare un televisore al plasma per poi vederci Ballando con le stelle, o C’è posta per te ?
Addirittura ormai si snobbano (in parte) i cellulari, che fino ad un anno fa rappresentavano l’oggetto in cui identificare la propria posizione sociale (ora questa fase del “cellulare” va avanti per gli adolescenti, e forse neanche).
Da sempre ritengo gli italiani un popolo di ignoranti (e mi metto io in testa al corteo).
E da questo Natale che sta arrivando, credo di avere avuto solo conferme a questa mia strana idea…
 
Per concludere [OT] : ma perchè tutti i gadget natalizi portano solo scritte in inglese se la maggior parte di quelli che li comprano non sa parlare neanche bene l’italiano ??!!  
Frown